Georg von Fundsberg di Francesco Sbarile

Celebre capitano tedesco, nato nel castello di Mindelheim (presso Memmingen) il 24 settembre 1473. Fu avviato alla vita militare dallo stesso padre, Ulrico, uno dei capi della lega sveva; poi passò al servizio di Massimiliano I° imperatore, combattendo sia contro gli Svizzeri (1504) sia contro Venezia, durante le guerre della Lega di Cambrai e della Lega santa. Ma la celebrità gli doveva arridere soltanto nell’età di Carlo V; ebbe allora, dapprima il comando supremo delle forze imperiali per l’attacco contro la Francia nella Piccardia, poi scese in Italia, vincendo nel 1522 presso la Bicocca l’esercito francese.

Ebbe parte importante anche nella battaglia di Pavia (1525). Riapertasi la guerra contro i collegati di Cognac, il F., che capeggiava un grosso esercito di lanzichenecchi arruolati a proprie spese, riuscì sulla fine del novembre 1526 a passare il Po, grazie all’aiuto di Alfonso duca di Ferrara, e a invadere il territorio di Parma e Piacenza. Senza assalire le città, egli attese l’arrivo da Milano del duca di Borbone, capitano generale di Carlo V; avvenuto il congiungimento dei due eserciti fra il 7 e il 12 febbraio 1527, si pose in marcia, col Borbone, verso Bologna. Ma, fermato il campo presso S. Giovanni, le truppe, sgomentate dalle notizie di trattative fra il papa e il viceré spagnolo di Napoli, si ammutinarono. Il “padre Frundsberg” convocò il 16 marzo i suoi uomini, e tenne a essi un fervido discorso: ma gli ammutinati non desistettero dalle loro minacce, e allora il F., come spezzato dal dolore, cadde, colpito da apoplessia. Trasportato in Germania, moriva nel castello avito il 20 agosto 1528. F. fu soprattutto l’organizzatore dei lanzichenecchi tedeschi, che sotto di lui raggiunsero una formidabile efficienza bellica.

 

Georg von Fundsberg 

fig.1

Benedetto Varchi decrive il Frundsberg nella sua “Storia Fiorentina” scritta pochi decenni dopo lo svolgersi di questi avvenimenti, nel seguente modo:

« Era costui oltre di tempo, ma forzoso di corpo e ardito d’animo a meraviglia, e con tal confidenza di sé stesso e con tanta bravura se ne veniva, ch’egli un capestro d’oro a ciascun passo di seno cavandosi, si vantava barbaramente di voler con ello appiccare per la gola il Papa, e con altri, che di seta cremisi portava sempre all’arcione, i cardinali »

fig.2

Da quest’episodio nasce il figurino del Frundsberg che mostra con orgoglio ai suoi lanzi il cappio d’oro.  Il figurino è vestito alla maniera dei lanzi ma in modo più ricercato, il damascato del vestito, il ricco cappello di piume ed una certa sobrietà nel vestire individuano subito un soggetto di ben altra classe sociale. Per la protezione del torace ho scelto una corazza di cuoio invece di quella metallica, sicuramente più consona alla situazione.

 

 

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