Pellerossa della guerra dei sette anni

Articolo apparso su Soldatini numero 69.

Da molti considerata la prima guerra mondiale, perchè combattuta in tutti e quattro i continenti allora conosciuti, la guerra dei sette anni durò dal 1756 al 1763 tra le maggiori potenze europee. Da una parte Francia, Austria, Russia e Spagna e dall’altra Inghilterra e Prussia.

Nell’America settentrionale fu chiamata “The French and Indian War” e iniziò due anni prima. Nel maggio 1754 si ebbero alcuni scontri tra francesi ed inglesi per il possesso della valle dell’Ohio, dove ebbe occasione di distinguersi il futuro primo presidente degli Stati Uniti George Washington.

A quel tempo le tredici colonie inglesi contavano un milione e mezzo di abitanti contro soltanto 80.000 francesi stanziati dal Canada alla Louisiana. Causa la disparità di forze risultava molto importante per i francesi l’apporto degli alleati indiani. Infatti all’inizio della guerra la maggior parte delle tribù pellerossa si unirono ai francesi, soprattutto per vendicare l’atteggiamento spesso sprezzante e brutale dei coloni inglesi.

Tra le maggiori tribù che parteggiarono per la Nuova Francia c’erano: Ottawa, Chippewa, Shawnee, Delaware, Abenaki, Uroni, Illinois, Potawatomi e anche  parte dei Seneca.

Con gli inglesi si allearono, come per tradizione, le tribù irochesi Mohawk, Onondaga e Cayuga e parte dei Seneca, mentre Oneida e Tuscarora rimasero neutrali e parte dei Seneca .

All’inizio del conflitto le forze pellerossa furono determinanti. Nella battaglia di Monongahela, del luglio 1755, circa trecento franco canadesi con l’aiuto di seicento Ottawa, Shawnee, Seneca, Delaware, Chippewa, Abenaki e Uroni, distrussero un’esercito regolare inglese di quasi millecinquecento uomini.

Dall’altra parte invece, si distinsero gli irochesi nella battaglia del lago Georges del 6 settembre 1755. Trecento di loro, specialmente Mohawk, aiutarono tremilacinquecento “provinciali” a sconfiggere un’agguerrito esercito di novecento franco-canadesi e seicento indiani.

I guerrieri pellerossa furono soprattutto incisivi nella guerriglia contro gli insediamenti dei coloni della Nuova Inghilterra con colpi di mano e saccheggi.

Poi lentamente, aiutate specialmente dalla loro consistenza numerica, le truppe regolari inglesi ebbero il sopravvento e  con la vittoria sulle Plaines d’Abraham  del 13 settembre 1759 occuparono Quebec capitale della Nuova Francia e  l’8 settembre 1760 pure Montreal, segnando la fine dei possedimenti francesi nell’America settentrionale.

 

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Tav1 indiano ottawa

Tav.1 indiano Ottawa

Chiamati dai francesi “Cheveux-relevés” per il loro modo di portare i capelli sulla fronte assai dritti e rialzati, tagliati in misura uguale che andavano diminuendo man mano verso la parte posteriore della testa. Il loro più famoso capo è stato Pontiac che si distinse alla battaglia di Monongahela e divenne celebre per la rivolta del 1763.

 

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Tav.2 guerriero Shawnee

Originari del New Jersey gli Shawnee furono lentamente scacciati verso ovest dai bianchi non senza combattere, fino ad arrivare a St. Louis agli inizi dell’ottocento. E’ qui che li incontrerà George Catlin, il quale dirà di loro: “usano tagliare le orecchie per il lungo e tirarle fino alle spalle appendendovi dei pesi”. Il loro capo più famoso è stato Tecumseh che all’inizi dell’ottocento tentò di unire gli indiani in una confederazione.

 

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Tav.3 indiano Delaware

Anche questi originari del New Jersey e del Delaware (da cui l’attuale stato omonimo), seguirono le sorti dei loro vicini Shawnee, con cui erano spesso avversari o alleati. Usavano tagliarsi completamente i capelli tranne una bassa cresta in mezzo alla testa, che finiva, nella parte posteriore, con due o più trecce cadenti sulle spalle. Tra i suoi capi più famosi si ricorda un certo Tedyuskung che partecipò alla “French and Indian War”.

 

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Tav.4 pellerossa Chippewa

Chiamati anche Ojibwa, i Chippewa abitavano nella zona dei Grandi Laghi.

Erano molto numerosi e spesso in guerra con le tribù Dakota.

Questo guerriero, abitante la zona di Michilimackinnac, viene così descritto da un certo Rutherfurd che fu fatto prigioniero e adottato dagli stessi Chippewa durante la rivolta di Pontiac.

 

Bibliografia

George Catlin “Il Popolo Pellerossa”

Philippe Jacquin “La Terre des Peaux-Rouge”

Gabriel Sagard “Grande viaggio nel paese degli Uroni”

Jean Pictet “L’epopea dei pellirosse”

M.R.Harrington “The Indians of New Jersey”

Frances Densmore “Chippewa Customs”

James D.Horan “American Indians”

Linda Colley “Prigionieri”

 

 

 

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