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	<title>Commenti per Stemmi e Imprese</title>
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	<description>Araldica e Storia del Rinascimento Italiano</description>
	<lastBuildDate>Sun, 05 Feb 2012 16:27:11 +0100</lastBuildDate>
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		<title>Commenti su “Divisa” di Agnolo d’Anghiari e Sigismondo Pandolfo Malatesta di Florencia, 1440: la referencia más antigua al tarot &#124; El tarot</title>
		<link>http://stemmieimprese.it/2011/03/03/%e2%80%9cdivisa%e2%80%9d-di-agnolo-d%e2%80%99anghiari-e-sigismondo-pandolfo-malatesta/#comment-1187</link>
		<dc:creator>Florencia, 1440: la referencia más antigua al tarot &#124; El tarot</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 16:27:11 +0000</pubDate>
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		<description>[...] cuentan en la página web Stemmi e imprese, recogiendo un pasaje del ensayo Annali della terra d’Anghiari de L. Taglieschi (pag. 164), [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] cuentan en la página web Stemmi e imprese, recogiendo un pasaje del ensayo Annali della terra d’Anghiari de L. Taglieschi (pag. 164), [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Braccio Fortebracci da Montone di stemmieimprese</title>
		<link>http://stemmieimprese.it/lavori-artistici/ricostruzioni-o-copie-di-personaggi-storici-o-di-quadri-depoca/braccio-fortebracci-da-montone/#comment-1183</link>
		<dc:creator>stemmieimprese</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 20:42:07 +0000</pubDate>
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		<description>Egregio signor Giosué Tacconi
Il disegno di Braccio l’ho tratto da un’illustrazione del libro Ritratti di capitani illustri di Pompilio Totti del 1600 e da un altro testo sulla famiglia Fortebracci di Vincenzo Giobbi Fortebracci scritto pure nel ‘600. Entrambi in bianco e nero.  Purtroppo non sono riuscito a trovare niente di coevo al personaggio.
Sarebbe così gentile da indicarmi dove si trova l’affresco di Braccio? 
E’ possibile ricevere via mail una foto dell’affresco?
Tanti saluti
Massimo Predonzani</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Egregio signor Giosué Tacconi<br />
Il disegno di Braccio l’ho tratto da un’illustrazione del libro Ritratti di capitani illustri di Pompilio Totti del 1600 e da un altro testo sulla famiglia Fortebracci di Vincenzo Giobbi Fortebracci scritto pure nel ‘600. Entrambi in bianco e nero.  Purtroppo non sono riuscito a trovare niente di coevo al personaggio.<br />
Sarebbe così gentile da indicarmi dove si trova l’affresco di Braccio?<br />
E’ possibile ricevere via mail una foto dell’affresco?<br />
Tanti saluti<br />
Massimo Predonzani</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Braccio Fortebracci da Montone di Giosue'</title>
		<link>http://stemmieimprese.it/lavori-artistici/ricostruzioni-o-copie-di-personaggi-storici-o-di-quadri-depoca/braccio-fortebracci-da-montone/#comment-1182</link>
		<dc:creator>Giosue'</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 19:03:03 +0000</pubDate>
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		<description>
non mi piace la fisionomia di Braccio in questo disegno, eccellente per il resto, ma ringraziando iddio abbiamo un magnifico affresco che ritrae il nostro condottiero umbro in maniera chiara e non mi sembra affatto moro e sbarbato. Aveva i capelli rossi e la barbetta incolta. cmq eccellente per il resto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non mi piace la fisionomia di Braccio in questo disegno, eccellente per il resto, ma ringraziando iddio abbiamo un magnifico affresco che ritrae il nostro condottiero umbro in maniera chiara e non mi sembra affatto moro e sbarbato. Aveva i capelli rossi e la barbetta incolta. cmq eccellente per il resto.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su “La presa di Pisa” dipinta sul fronte di cassone conservato alla National Gallery di Dublino descritta nei fatti e nei personaggi grazie all’araldica. di stemmieimprese</title>
		<link>http://stemmieimprese.it/2011/08/03/%e2%80%9cla-presa-di-pisa%e2%80%9d-dipinta-sul-fronte-di-cassone-conservato-alla-national-gallery-di-dublino-descritta-nei-fatti-e-nei-personaggi-grazie-all%e2%80%99araldica/#comment-1176</link>
		<dc:creator>stemmieimprese</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 13:16:08 +0000</pubDate>
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		<description>Egregio signor Fiorelli, 
del condottiero Rosso Guelfaglione dell’Aquila si hanno poche notizie. Campano lo menziona nella Vita di Braccio, riguardo alla sua militanza, assieme allo stesso Braccio Fortebraccio, nella compagnia di Alberico da Barbiano. L’Ammirato, il Capponi, Giovanni di ser Piero ed altri cronisti, parlano della partecipazione di Rosso dell’Aquila alla presa di Pisa del 1406. Infine Alfonso Dragonetti ha scritto nell’800 una sua breve biografia nelle Vite degli illustri Aquilani . 
Nulla si sa però sullo stemma o sulle imprese da lui portate, o almeno io non ho trovato niente a riguardo. 
Il cassone sulla Presa di Pisa descrive con molta precisione i più importanti condottieri e le loro compagnie al soldo fiorentino, impegnati alla conquista della città toscana. Ne ho identificati molti sul dipinto: Bertoldo Orsini, Muzio Sforza, Franceschino della Mirandola, Obizzo da Monte Carullo, il Tartaglia, la compagnia della Rosa e altri. Purtroppo per Rosso dell’Aquila ho potuto solo ipotizzare la sua raffigurazione, causa la mancanza di notizie sulla sua araldica.
Dalle cronache troviamo che nell’impresa di Pisa il nostro condottiero, possedeva una delle compagnie più numerose dell’esercito fiorentino, 180 lance, inferiore solamente all’Orsini che ne aveva 200. 180 erano anche le lance di Muzio Sforza, mentre il Monte Carullo ne aveva 150, il Tartaglia 135 e via via gli altri in decrescendo. Proprio per questo motivo Rosso dell’Aquila dovrebbe esser stato rappresentato sul cassone di Pisa. 
I dipinti sui cassoni per nozze del ‘400, come questo, sebbene spesso precisi nel racconto dei fatti e dei personaggi, erano sempre vincolati dagli interessi dei loro committenti. Ad esempio la bottega fiorentina che eseguì la Presa di Pisa, dipinta dopo la metà del ‘400 circa, si è dedicata a rappresentare prevalentemente stemmi ed imprese sforzesche, in numero predominante in confronto a tutti gli altri condottieri. Questo probabilmente perché all’epoca del dipinto Francesco Sforza era duca di Milano e la sua antica amicizia con Firenze e con Cosimo Medici era sempre salda e bisognava commemorarla, come appunto su quest’opera.
Tra i personaggi che non sono riuscito ad identificare sul cassone e che rimangono incerti, c’è un cavaliere che si trova al centro dell’opera vicino a Bertoldo Orsini e Franceschino della Mirandola. Questo cavaliere porta sulla giornea un inquartato al I° e al IV° ondato stretto in palo di tre colori bianco, rosso e probabilmente azzurro o verde (questi ultimi due colori, all’epoca instabili su legno, hanno assunto una colorazione nerastra), al II° e al III° di bianco o d’argento pieno. La barda del cavallo invece, con la parte superiore dorata segno di potere, esibisce nella parte inferiore tre emblemi differenti che sono lo squamato, l’ondato e le rose. 
L’ondato stretto di tre colori è molto simile a quello adottato dai Bracceschi fin dalla loro militanza sotto il Barbiano, militanza comune al Rosso. Braccio da Montone inquartava questo ondato con il campo rosso pieno, questo cavaliere inquarta l’ondato con il campo bianco.
Nel giugno 1406, durante l’assedio, sorse una disputa tra Muzio Sforza e il Tartaglia, in questa disputa vennero coinvolte anche le altre compagnie dividendo pericolosamente l’esercito fiorentino in due fazioni, da una parte lo Sforza con i cugini Lorenzo e Micheletto e dall’altra il Tartaglia con le compagnie di Franceschino della Mirandola e anche di Rosso dell’Aquila.
Il valiere sul dipinto è raffigurato vicino al Mirandola anche per questo si potrebbe pensare a Rosso Guelfaglione. 
Invece gli emblemi sulla bardatura del cavallo danno altri indirizzi. L’ondato in fascia di due colori ricorda le onde sforzesche, le rose l’emblema Orsini o della compagnia della Rosa, infine lo squamato una probabile derivazione dell’ondato in fascia sforzesco.
Questi sono gli indizi che mi fanno ipotizzare che questo cavaliere sia Rosso dell’Aquila.
Le spedisco al suo indirizzo mail il particolare del dipinto che le interessa.
Proprio questi giorni ho trovato sul sito Fontecchio-Wikipedia un articolo che dichiara Rosso appartenente alla famiglia aquilana dei Benedetti, ma non ci sono le fonti.
A Lei risulta questa notizia? Potrebbe essere interessante se vera.
Ecco il link: http://it.wikipedia.org/wiki/Fontecchio
Tanti saluti
Massimo Predonzani</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Egregio signor Fiorelli,<br />
del condottiero Rosso Guelfaglione dell’Aquila si hanno poche notizie. Campano lo menziona nella Vita di Braccio, riguardo alla sua militanza, assieme allo stesso Braccio Fortebraccio, nella compagnia di Alberico da Barbiano. L’Ammirato, il Capponi, Giovanni di ser Piero ed altri cronisti, parlano della partecipazione di Rosso dell’Aquila alla presa di Pisa del 1406. Infine Alfonso Dragonetti ha scritto nell’800 una sua breve biografia nelle Vite degli illustri Aquilani .<br />
Nulla si sa però sullo stemma o sulle imprese da lui portate, o almeno io non ho trovato niente a riguardo.<br />
Il cassone sulla Presa di Pisa descrive con molta precisione i più importanti condottieri e le loro compagnie al soldo fiorentino, impegnati alla conquista della città toscana. Ne ho identificati molti sul dipinto: Bertoldo Orsini, Muzio Sforza, Franceschino della Mirandola, Obizzo da Monte Carullo, il Tartaglia, la compagnia della Rosa e altri. Purtroppo per Rosso dell’Aquila ho potuto solo ipotizzare la sua raffigurazione, causa la mancanza di notizie sulla sua araldica.<br />
Dalle cronache troviamo che nell’impresa di Pisa il nostro condottiero, possedeva una delle compagnie più numerose dell’esercito fiorentino, 180 lance, inferiore solamente all’Orsini che ne aveva 200. 180 erano anche le lance di Muzio Sforza, mentre il Monte Carullo ne aveva 150, il Tartaglia 135 e via via gli altri in decrescendo. Proprio per questo motivo Rosso dell’Aquila dovrebbe esser stato rappresentato sul cassone di Pisa.<br />
I dipinti sui cassoni per nozze del ‘400, come questo, sebbene spesso precisi nel racconto dei fatti e dei personaggi, erano sempre vincolati dagli interessi dei loro committenti. Ad esempio la bottega fiorentina che eseguì la Presa di Pisa, dipinta dopo la metà del ‘400 circa, si è dedicata a rappresentare prevalentemente stemmi ed imprese sforzesche, in numero predominante in confronto a tutti gli altri condottieri. Questo probabilmente perché all’epoca del dipinto Francesco Sforza era duca di Milano e la sua antica amicizia con Firenze e con Cosimo Medici era sempre salda e bisognava commemorarla, come appunto su quest’opera.<br />
Tra i personaggi che non sono riuscito ad identificare sul cassone e che rimangono incerti, c’è un cavaliere che si trova al centro dell’opera vicino a Bertoldo Orsini e Franceschino della Mirandola. Questo cavaliere porta sulla giornea un inquartato al I° e al IV° ondato stretto in palo di tre colori bianco, rosso e probabilmente azzurro o verde (questi ultimi due colori, all’epoca instabili su legno, hanno assunto una colorazione nerastra), al II° e al III° di bianco o d’argento pieno. La barda del cavallo invece, con la parte superiore dorata segno di potere, esibisce nella parte inferiore tre emblemi differenti che sono lo squamato, l’ondato e le rose.<br />
L’ondato stretto di tre colori è molto simile a quello adottato dai Bracceschi fin dalla loro militanza sotto il Barbiano, militanza comune al Rosso. Braccio da Montone inquartava questo ondato con il campo rosso pieno, questo cavaliere inquarta l’ondato con il campo bianco.<br />
Nel giugno 1406, durante l’assedio, sorse una disputa tra Muzio Sforza e il Tartaglia, in questa disputa vennero coinvolte anche le altre compagnie dividendo pericolosamente l’esercito fiorentino in due fazioni, da una parte lo Sforza con i cugini Lorenzo e Micheletto e dall’altra il Tartaglia con le compagnie di Franceschino della Mirandola e anche di Rosso dell’Aquila.<br />
Il valiere sul dipinto è raffigurato vicino al Mirandola anche per questo si potrebbe pensare a Rosso Guelfaglione.<br />
Invece gli emblemi sulla bardatura del cavallo danno altri indirizzi. L’ondato in fascia di due colori ricorda le onde sforzesche, le rose l’emblema Orsini o della compagnia della Rosa, infine lo squamato una probabile derivazione dell’ondato in fascia sforzesco.<br />
Questi sono gli indizi che mi fanno ipotizzare che questo cavaliere sia Rosso dell’Aquila.<br />
Le spedisco al suo indirizzo mail il particolare del dipinto che le interessa.<br />
Proprio questi giorni ho trovato sul sito Fontecchio-Wikipedia un articolo che dichiara Rosso appartenente alla famiglia aquilana dei Benedetti, ma non ci sono le fonti.<br />
A Lei risulta questa notizia? Potrebbe essere interessante se vera.<br />
Ecco il link: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fontecchio" rel="nofollow">http://it.wikipedia.org/wiki/Fontecchio</a><br />
Tanti saluti<br />
Massimo Predonzani</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su “La presa di Pisa” dipinta sul fronte di cassone conservato alla National Gallery di Dublino descritta nei fatti e nei personaggi grazie all’araldica. di lorenzo fiorelli</title>
		<link>http://stemmieimprese.it/2011/08/03/%e2%80%9cla-presa-di-pisa%e2%80%9d-dipinta-sul-fronte-di-cassone-conservato-alla-national-gallery-di-dublino-descritta-nei-fatti-e-nei-personaggi-grazie-all%e2%80%99araldica/#comment-1163</link>
		<dc:creator>lorenzo fiorelli</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 09:08:00 +0000</pubDate>
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		<description>Faccio parte della compagnia Storica Rosso d&#039;Aquila sarei interessato all&#039;araldica di Rosso o Rubens Guelfaglione de l&#039;Aquila se presente sul sassone</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Faccio parte della compagnia Storica Rosso d&#8217;Aquila sarei interessato all&#8217;araldica di Rosso o Rubens Guelfaglione de l&#8217;Aquila se presente sul sassone</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su “La presa di Pisa” dipinta sul fronte di cassone conservato alla National Gallery di Dublino descritta nei fatti e nei personaggi grazie all’araldica. di Huub Kurstjens</title>
		<link>http://stemmieimprese.it/2011/08/03/%e2%80%9cla-presa-di-pisa%e2%80%9d-dipinta-sul-fronte-di-cassone-conservato-alla-national-gallery-di-dublino-descritta-nei-fatti-e-nei-personaggi-grazie-all%e2%80%99araldica/#comment-1128</link>
		<dc:creator>Huub Kurstjens</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 20:35:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://stemmieimprese.it/?p=471#comment-1128</guid>
		<description>Gentile signor Gianantonio Tassinari,

Sono storico olandese. Ho trovato una stemma di una aquila bicipite sul sito http://www.stupormundi.it/stemmi.html. Adesso scrivando un articolo sulla stemma del commune di Nimèga / Nijmegen (Paesi Bassi). La stemma di Nimèga è derivato degli Hohenstaufen (vede anche il sito http://www2.nijmegen.nl/content/249945/het_wapen_van_nijmegen), ma è bicipite. Ho letto vostro articolo e lo trovo molto interessante. Vorrei sapere della stemma dove è scritto: &quot;Stemma attribuito a Federico II con aquila coronata e bicefala in campo d&#039;oro&quot; si o no è un vero attribuito a Federico, dove è trovato e quando/da qual tempo c’è. Ho provato mandarLa una mail via stupormundi.it, ma è ritornato: non può essere recapitata.
 
Grazie in anticipo della vostra risposta,
 
Huub Kurstjens
Coorninglaan 47
6652GE Druten
Nederland / Paesi Bassi
tel. +31-(0)487-513119 
mob. +31-(0)6-51933911
e-mail: h.kurstjens@hccnet.nl
website: www.Dantenijmegen.nl</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile signor Gianantonio Tassinari,</p>
<p>Sono storico olandese. Ho trovato una stemma di una aquila bicipite sul sito <a href="http://www.stupormundi.it/stemmi.html" rel="nofollow">http://www.stupormundi.it/stemmi.html</a>. Adesso scrivando un articolo sulla stemma del commune di Nimèga / Nijmegen (Paesi Bassi). La stemma di Nimèga è derivato degli Hohenstaufen (vede anche il sito <a href="http://www2.nijmegen.nl/content/249945/het_wapen_van_nijmegen" rel="nofollow">http://www2.nijmegen.nl/content/249945/het_wapen_van_nijmegen</a>), ma è bicipite. Ho letto vostro articolo e lo trovo molto interessante. Vorrei sapere della stemma dove è scritto: &#8220;Stemma attribuito a Federico II con aquila coronata e bicefala in campo d&#8217;oro&#8221; si o no è un vero attribuito a Federico, dove è trovato e quando/da qual tempo c’è. Ho provato mandarLa una mail via stupormundi.it, ma è ritornato: non può essere recapitata.</p>
<p>Grazie in anticipo della vostra risposta,</p>
<p>Huub Kurstjens<br />
Coorninglaan 47<br />
6652GE Druten<br />
Nederland / Paesi Bassi<br />
tel. +31-(0)487-513119<br />
mob. +31-(0)6-51933911<br />
e-mail: <a href="mailto:h.kurstjens@hccnet.nl">h.kurstjens@hccnet.nl</a><br />
website: <a href="http://www.Dantenijmegen.nl" rel="nofollow">http://www.Dantenijmegen.nl</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Niccolò Piccinino di stemmieimprese</title>
		<link>http://stemmieimprese.it/lavori-artistici/ricostruzioni-o-copie-di-personaggi-storici-o-di-quadri-depoca/niccolo-piccinino/#comment-697</link>
		<dc:creator>stemmieimprese</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Nov 2011 14:01:36 +0000</pubDate>
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		<description>Buongiorno
Questo disegno del Piccinino è un po’ datato e contiene delle inesattezze sulle armi del fante.
Lo stemma del condottiero raffigurante il toro rampante è ricordato nei Ritratti ed elogi del Totti , scritto però nell’800.
Grazie alla signora Giuseppina Tirimagni, studiosa montonese, sono venuto in possesso della riproduzione dello stesso stemma che si trova nell’Arch. di Stato di Perugia e pubblicato in: Storia illustrata delle città dell’Umbria a cura di R. Rossi, Perugia 1993, p. 416. Si tratta dell’intestazione del catasto di Niccolò Piccinino e dei figli Francesco e Giacomo, in data 1446 raffigurante lo stemma del toro con  per cimiero il leopardo seduto (se vuole le spedisco la fotocopia via mail).
Nell’Arch. Di Stato di Lucca ho trovato due sigilli da lettera del Piccinino (questo condottiero aiutò più volte questa città contro Firenze). Un sigillo mostra le lettere N e P con in mezzo lo stemma del toro, l’altro invece proviene da una lettera datata 1438 e mostra, tra le lettere N e I che indicano le iniziali di Niccolò, il biscione Visconti e la Radia Magna impresa di Filippo Maria Visconti. Nel marzo 1438 questo duca aveva aggregato il Piccinino alla stirpe dei Visconti donandogli il proprio stemma e confermandogli il comando generale dell’esercito.
Per questo condottiero umbro abbiamo perciò l’uso di più emblemi:
-L’ondato stretto editato dai bracceschi assieme all’impresa del leopardo.
-Il proprio stemma del toro con i probabili colori bianco e rosso. Questi ultimi li ho tratti dal cassone della battaglia di Anghiari di Dublino dove sullo sfondo appaiono due fanti milanesi con due rotelle rosse con una figura rampante bianca, ma il tutto è poco chiaro. 
-Infine lo stemma Visconti e impresa della Radia Magna dal 1438. 
Saluti
Massimo P.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno<br />
Questo disegno del Piccinino è un po’ datato e contiene delle inesattezze sulle armi del fante.<br />
Lo stemma del condottiero raffigurante il toro rampante è ricordato nei Ritratti ed elogi del Totti , scritto però nell’800.<br />
Grazie alla signora Giuseppina Tirimagni, studiosa montonese, sono venuto in possesso della riproduzione dello stesso stemma che si trova nell’Arch. di Stato di Perugia e pubblicato in: Storia illustrata delle città dell’Umbria a cura di R. Rossi, Perugia 1993, p. 416. Si tratta dell’intestazione del catasto di Niccolò Piccinino e dei figli Francesco e Giacomo, in data 1446 raffigurante lo stemma del toro con  per cimiero il leopardo seduto (se vuole le spedisco la fotocopia via mail).<br />
Nell’Arch. Di Stato di Lucca ho trovato due sigilli da lettera del Piccinino (questo condottiero aiutò più volte questa città contro Firenze). Un sigillo mostra le lettere N e P con in mezzo lo stemma del toro, l’altro invece proviene da una lettera datata 1438 e mostra, tra le lettere N e I che indicano le iniziali di Niccolò, il biscione Visconti e la Radia Magna impresa di Filippo Maria Visconti. Nel marzo 1438 questo duca aveva aggregato il Piccinino alla stirpe dei Visconti donandogli il proprio stemma e confermandogli il comando generale dell’esercito.<br />
Per questo condottiero umbro abbiamo perciò l’uso di più emblemi:<br />
-L’ondato stretto editato dai bracceschi assieme all’impresa del leopardo.<br />
-Il proprio stemma del toro con i probabili colori bianco e rosso. Questi ultimi li ho tratti dal cassone della battaglia di Anghiari di Dublino dove sullo sfondo appaiono due fanti milanesi con due rotelle rosse con una figura rampante bianca, ma il tutto è poco chiaro.<br />
-Infine lo stemma Visconti e impresa della Radia Magna dal 1438.<br />
Saluti<br />
Massimo P.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Niccolò Piccinino di massimo</title>
		<link>http://stemmieimprese.it/lavori-artistici/ricostruzioni-o-copie-di-personaggi-storici-o-di-quadri-depoca/niccolo-piccinino/#comment-695</link>
		<dc:creator>massimo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 20:00:32 +0000</pubDate>
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		<description>Buonasera, ritiene che iltoro rampante su campo rosso, sia lo stemma del piccinino? e se si su quali fonti?  io non ho trovato niente e le porgo questa domanda con un po&#039; di invidia( in senso buono)

Grazie</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buonasera, ritiene che iltoro rampante su campo rosso, sia lo stemma del piccinino? e se si su quali fonti?  io non ho trovato niente e le porgo questa domanda con un po&#8217; di invidia( in senso buono)</p>
<p>Grazie</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Braccio Fortebracci da Montone di stemmieimprese</title>
		<link>http://stemmieimprese.it/lavori-artistici/ricostruzioni-o-copie-di-personaggi-storici-o-di-quadri-depoca/braccio-fortebracci-da-montone/#comment-691</link>
		<dc:creator>stemmieimprese</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 22:43:15 +0000</pubDate>
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		<description>Probabilmente Braccio portava ambedue gli stendardi in battaglia.
Riguardo al colore del montone propendo per il Graziani, nell’800 hanno restaurato e ridipinto molti affreschi quattrocenteschi e non sempre in maniera precisa.
Arrivederci 
Massimo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Probabilmente Braccio portava ambedue gli stendardi in battaglia.<br />
Riguardo al colore del montone propendo per il Graziani, nell’800 hanno restaurato e ridipinto molti affreschi quattrocenteschi e non sempre in maniera precisa.<br />
Arrivederci<br />
Massimo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Braccio Fortebracci da Montone di massimo</title>
		<link>http://stemmieimprese.it/lavori-artistici/ricostruzioni-o-copie-di-personaggi-storici-o-di-quadri-depoca/braccio-fortebracci-da-montone/#comment-688</link>
		<dc:creator>massimo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 20:07:31 +0000</pubDate>
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		<description>La ringrazio per la sua risposta.Lei pensa che se il condottiero avesse battagliato per conto di terzi, non avrebbe  portato con se&#039; lo stendardo propio,(Giallo con montone) ma l&#039;impresa che in questo caso , secondo le scritture dovrebbe essere stedardo bianco con leopardo?Se invece avesse combattuto, come ha fatto, per se a Sant&#039; Egidio nel 1416, potrebbe averle esposte entrambe?Lei pensa che il colore del montone all&#039;interno dello stendardo,sia plausibile in colore nero come sembra che dice il Graziani,( anche se lui effettivamente parla di bandiere gialle e nere con il montone)oppure in colore al naturale come nell&#039;afresco (conservato benissimo) dipinto dopo che Braccio divenne signore,esposto nella sala dei notari in Perugia?

La ringrazio per il suo tempo.

Massimo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La ringrazio per la sua risposta.Lei pensa che se il condottiero avesse battagliato per conto di terzi, non avrebbe  portato con se&#8217; lo stendardo propio,(Giallo con montone) ma l&#8217;impresa che in questo caso , secondo le scritture dovrebbe essere stedardo bianco con leopardo?Se invece avesse combattuto, come ha fatto, per se a Sant&#8217; Egidio nel 1416, potrebbe averle esposte entrambe?Lei pensa che il colore del montone all&#8217;interno dello stendardo,sia plausibile in colore nero come sembra che dice il Graziani,( anche se lui effettivamente parla di bandiere gialle e nere con il montone)oppure in colore al naturale come nell&#8217;afresco (conservato benissimo) dipinto dopo che Braccio divenne signore,esposto nella sala dei notari in Perugia?</p>
<p>La ringrazio per il suo tempo.</p>
<p>Massimo</p>
]]></content:encoded>
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